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I LOCALI

Tramvia

Spesso si dice “questo è un locale storico”, per sottolineare un indirizzo che ha travalicato i tempi e le mode, che è entrato nell’immaginario collettivo di molti, che è un punto di riferimento e di conforto. Una definizione che per il Tramvia sarebbe perfetta, se non fosse palesemente riduttiva. Nonostante che il nuovo corso del Tramvia sia iniziato da pochi mesi, l’atmosfera che si respira qui ha il profumo e la seduzione dei secoli. L’edificio risale al 1700, e dal dopoguerra ha segnato una parte importante della vita sociale di Casalecchio, placido borgo oggi, ma storicamente meta gradita dai bolognesi per trascorrere qualche giorno di relax sulle sponde del fiume Reno.
Qui la popolazione, per dare un appuntamento, afferma “Ci vediamo al Tramvia?”: ecco l’antica stazione, il fulcro su cui agiva l’attività quotidiana della gente, la tradizione che plasma e crea la storia di un luogo.
Ora al Tramvia c’è Antonio Gasperini, giovane intelligente e di cultura, e soprattutto animato da una passione smodata per il suo locale.

È lui che l’ha ristrutturato completamente, rispettando le caratteristiche di quando negli anni ’60 suo nonno (Mariano Sarti, una figura quasi leggendaria a Casalecchio) era qui a dispensare vini e calore umano. Si divideva tra la trattoria a fronte strada e la vineria, ovvero il Tramvia moderno, con il suo ampio giardino verde e curato che si affaccia sul fiume. In quegli anni molti personaggi importanti erano clienti abituali di Mariano, a cui Antonio ha dedicato una saletta intima e privata.
La semplicità di ottime materie prime e ricette tradizionali è l’offerta del Tramvia, con un occhio attento alle bollicine ovviamente, grande passione di Antonio. La sua scelta è una linea di cucina legata a doppio filo al territorio, ma non mancano gradite e golose digressioni come caviale e ostriche, per coccolare tutti coloro il Tramvia l’hanno nel cuore. Da sempre.

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